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Anagrafe storica veneta, un padovano l'ha portata all'Onu

PADOVA - Un'anagrafe storica del popolo veneto, depositata all'Onu. L'iniziativa è di Gabriele De Pieri, 45 anni, autotrasportatore di Loreggia, in provincia di Padova. Un venetista convinto, salito più volte agli onori delle cronache negli ultimi anni per vari episodi, tutti con un unico denominatore comune: il sentirsi veneto, e non italiano.
Fece clamore nel marzo del 2011 il fatto che De Pieri, fermato da una pattuglia dei carabinieri per aver sorpassato con la linea continua, esibì una patente di guida veneta. Ma già due anni prima, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, presentò una memoria in cui affermava il difetto assoluto di giurisdizione del Tribunale italiano, rivendicando il diritto ad essere giudicato da un Tribunale del popolo veneto. C'è chi lo giudica un pazzo, ma De Pieri va avanti per la sua strada fin dal 1997, quando pochi mesi dopo il famoso assolto dei Serenissimi al campanile di San Marco, si proclamò presidente del Governo Nasionae Veneto.
Il suo ragionamento si basa su radici storiche: la cessione della Repubblica Serenissima all'Austria da parte di Napoleone, nel 1797 col trattato di Campoformido, non sarebbe legittima, così come di conseguenza il plebiscito di annessione all'Italia del 1866. “La Serenissima non è mai morta, è come se fosse rimasta in coma per oltre 200 anni”, afferma De Pieri. Che dunque si ritiene il legittimo continuatore della storia della Repubblica di Venezia. E nel dicembre 2010, invocando il principio di autodeterminazione dei popoli e l'articolo 15 della "Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo", ha depositato all'Onu quattro documenti, tra cui anche un modulo di adesione all'anagrafe storica veneta. Per iscriversi basta compilare un modulo in cui si autocertificano le proprie generalità e si garantisce l'origine veneta anche dei genitori. E così si ottiene la nazionalità veneta, con tanto di carta d'identità. L'unica originale, secondo il 45enne padovano, che definisce millantatori tutti gli altri movimenti indipendentisti veneti. Lo scopo di tutto questo? “E' una sorta di rivoluzione pacifica”, dice De Pieri, che ha anche depositato all'Onu una dichiarazione in cui rinuncia alla cittadinanza italiana e ha riconsegnato il certificato elettorale in Comune a Loreggia. Non si può certo dire che gli manchino coerenza e coraggio nel portare avanti le proprie idee.
Tommaso Marconato

Pubblicato il 03/05/2012

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